La zampogna Lucana
| "l componenti della zampogna" "Ceppo e Otre" "Tonalità della zampogna" "note della manca" "concetto e tecnica di accordatura" "accordatura della manca" "accordatura dei bordoni" "trattamento del legno" "destra" (canna della melodia)" | ||||
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I componenti della zampogna
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MANCA |
DESTRA |
BORDONI | ||
| (charter di sinistra) | (charter di destra) | (trum) |
(sc’kantill) |
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FUSI |
![]() CAMPANE |
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TAPPI |
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| COPRICHIAVE |
CALZETTI
PUNTALI |
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"CEPPO" - "OTRE
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CEPPO - ZIPPONE |
BASE DEL CEPPO |
OTRE |
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CERA |
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NOTE DELLA MANCA
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Anche nella manca noterete che le note sono uguali a quelle della destra | ||||||||||
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Lo zero
rappresenta la nota più alta quella emessa dalla canna a fori
completamente aperti.
Il n. 1
corrisponde all’indice chiuso.
Il n. 2 al
medio chiuso.
Il n. 3
all’anulare chiuso.
Il n. 4 al
mignolo chiuso.
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Concetto e tecnica di accordatura
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E’ molto raro che una zampogna mantenga l’accordatura nel tempo vuoi per una variazione di temperatura, di umidità o comunque di usura, perciò ogni suonatore che si rispetti sappia accordarsi lo strumento da solo e in queste pagine, cercherò di illuminarvi sulla tecnica da seguire affinchè possiate cavarvela senza troppi problemi. Una corretta partenza è alla base di ogni risultato perciò: riempire di aria l’otre e regolarne la pressione affinchè l’aria possa giungere alle ance in modo regolare e costante è già metà dell’opera
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Accordatura della destra
La prima canna che va
accordata è proprio la destra.
Per poter procedere
nell’accordatura bisogna
innanzitutto chiudere i
bordoni con gli appositi tappi posti alla loro estremità e se non ci
fossero cercate di procurarveli e di tenerli sempre a portata di
mano.
Abbiamo, a questo punto, bisogno di una nota di riferimento alla quale dobbiamo attenerci per accordare tutta la scala della destra e questo riferimento è dato dalla nota più alta della manca (a fori completamente aperti) sulla quale dobbiamo incominciare ad accordare la nota più alta della destra cioè senza apporre nessun dito su di essa (che possiamo chiamare nota n.0) questa nota deve essere identica a quella della manca anche se di un’ottava più alta della prima se invece noterete che tra di loro c’è una certa dissonanza allora in questo caso bisogna riflettere; se questa nota va abbassata, quindi leggermente chiusa, oppure va alzata, quindi leggermente aperta. Vi chiederete come si fa a stabilire il da farsi? non è per niente difficile – provate ad avvicinare il pollice al foro ostruendone una parte di esso e magari andando gradualmente aumentando l’otturazione vi accorgerete subito se l’intonazione va man mano migliorando diventando sempre più perfetta oppure peggiorando; nel primo caso avrete intuito che quella nota va abbassata quindi sul foro bisogna collocare della cera fino a portare la nota alla frequenza giusta; se invece vi accorgete che chiudendo il foro l’intonazione va sempre più allontanandosi allora vorrà dire che il foro in questione va aperto e in questo caso i puntali sono messi li apposta per utilizzarli.
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n.1 pollice n.2 indice n. 3 medio n. 4 anulare n. 5 mignolo
foro di intonazione
Per accordare i fori successivi, il procedimento è identico al precedente quindi chiudete il foro numero n.1 (quello del pollice detto anche contrappunto) e agite sul foro n.2, un pò dissonante questa nota lo è comunque, visto che essa rappresenta la quarta della tonica, perciò il mio consiglio è di ignorarla e passare alla successiva. Chiudete quindi sia il pollice che l’indice (foro n.1 e n.2) e seguite lo stesso procedimento di prima cioè agite gradualmente sul foro n.3 sistemandoci accanto della cera ostruendone un po’ alla volta l’apertura oppure aprendolo con i puntali. Identica procedura per accordare il foro n. 4 e n. 5 con l’accortezza che quando chiudete il mignolo vi ricordiate del foro di intonazione che si trova un pò più giù del mignolo, è su di esso che bisogna agire per accordare quest’ultima nota.
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Accordatura della manca |
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Il procedimento è praticamente simile a quello adottato per la destra, l’unica differenza è che sulla manca non c’è il foro del contrappunto (cioè quello posto all’altezza del pollice). La prima nota, a fori tutti aperti, non ci sarà alcun bisogno di accordarla in quanto l’abbiamo utilizzata come nota di riferimento per accordare la destra quindi risulterà già accordata. Ora incominciamo a chiudere contemporaneamente il foro n. 1 con il pollice sulla destra e il foro n. 1 con l’indice sulla manca; le due note devono essere identiche come intonazione, anche se differenti come ottava, se così non fosse, anche qui per accordare la manca vale lo stesso concetto spiegato per accordare la destra riguardo all’utilizzo della cera e dei puntali andando a restringere o ad allargare l’apertura del foro immediatamente successivo (cioè il secondo). Andando avanti, chiudiamo anche i fori n. 2 su entrambe le canne e interveniamo con la cera o i puntali sul n. 3 fino ad intonare anche quest’altra nota con quella della destra. Inutile dire che anche queste due devono essere identiche ma di ottava diversa. Così per il foro n. 3; però quì l’intervento, ammesso che c’è ne fosse bisogno, va praticato sui fori che si trovano sul coprichiave. Essi vanno ad interagire su un foro interno non visibile sul quale agisce la chiave. Quarta ed ultima nota della manca da accordare è quella che viene chiusa dalla chiave. Se osservate, ai lati della campana ci sono due fori, a volte anche tre e non sono stati messi lì per caso, essi hanno la precisa funzione di permettere di intonare quest’ultima nota della manca che corrisponde anch’essa alla tonica. Ovviamente non fate come qualcuno di mia conoscenza che mentre passava ad accordare il foro successivo si dimenticava che gli altri precedentemente chiusi dovevano rimanere tali. Insomma! la zampogna non è una fisarmonica ma assomiglia molto di più a un flauto, perciò, la chiusura dei fori deve avvenire in senso scalare.
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n. 1 indice n. 2 medio n. 3 anulare n. 4 mignolo
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"Accordatura dei bordoni"(detti anche, nel linguaggio dialettale:TRUM il più lungo sc’kantillo il piu piccino)
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Le note che emettono sia il Trum
che lo sc’kantillo sono uguali ma di ottava diversa. Corrispondono a
una quinta della tonica.
Una volta accordati la DESTRA e la
MANCA togliamo il tappo prima al TRUM e per mezzo del calzetto
facendolo sfilare verso il basso se va abbassata la nota e verso
l’alto se invece va alzata lo intoneremo alle note della destra e
della manca a suono libero (cioè senza i fori tappati da nessun
dito).
Infine facciamo la stessa cosa
per lo SC’KANTILLO e il gioco è finalmente fatto.
E’ preferibile che lo SC’KANTILLO
lo ritappiamo per i primi tempi in modo da avere meno spreco di aria
durante le prime esercitazioni.
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NOTAZIONI DEI DUE BORDONI(in una zampogna in SOL)"SC’KANTILLO"
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"TRUM"
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TRATTAMENTO DEL LEGNO PER LA COSTRUZIONE DELLA ZAMPOGNAINDICAZIONI E SUGGERIMENTI
Per costruire la zampogna occorrono attrezzature e materiali specifici che non sempre sono reperibili in commercio e quindi i costruttori sono costretti a procurarseli personalmente. Nel modo più specifico si fa riferimento agli attrezzi da lavoro (punte e utensili particolari) nonché del legno occorrente. Intanto va detto che la zampogna è uno strumento molto complesso nella sua struttura e per realizzarla vengono utilizzati almeno due tipi di legno: per i fusi, il migliore in assoluto è senz’altro il legno di ulivo tagliato nei periodi autunno-inverno, rigorosamente durante i periodi di luna mancante poi va conservato in luogo asciutto e a riparo dalla luce diretta per almeno tre o quattro anni e infine trascorso questo tempo viene diviso in quattro parti per essere poi, un quarto alla volta, ulteriormente sezionato e squadrato ricavando pezzi di circa quattro-cinque centimetri di spessore e solo allora inizia il laborioso lavoro della costruzione. Riguardo al resto degli elementi vengono realizzati con legni più leggeri quali acero o ciliegio in quanto questi ultimi hanno ottime caratteristiche risonanti e vengono impiegate soprattutto nella costruzione delle campane. Anche in questo caso, i principi adottati, sono gli stessi del legno di l’ulivo. |
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