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Nell'aprile
1999 mi trovo a Spezzano Albanese in occasione dell'Assemblea generale
della F.I.T.P. (federazione italiana trazioni popolari).
Verso le ore 23,00 discuto con Francesca Lufrano, Consigliere Nazionale, ricercatrice ed eccezionale ballerina di danze popolari, e con Leonardo Riccardi, eccellente studioso ed esecutore di tutti gli strumenti popolari del Sud Italia. Parlando delle danze popolari della Basilicata, Francesca mi dice: "Le popolazioni dell'attuale Basilicata hanno diversa origine, questo determina la eterogeneità culturale ed etnica della Regione. Ancora oggi si discute se continuare a chiamare la Regione Basilicata oppure tornare all'antico termine LUCANIA. Infatti i Lucani, un ramo dei Sanniti, abitavano tutta la parte sud-occidentale della Regione, sin da età antichissime, ancor prima della venuta dei Greci. Solo successivamente con l'avvento dei Longobardi, giunsero i "Basilischi" I cenni storici sono necessari per comprendere perché non si può parlare di danze, musiche o costumi dei questa regione, anche se la danza prevalente, è la tarantella nelle sue più varie forme. Esiste, però, una danza ancor più arcaica, e particolare che è la PASTURALE LUCANA, caratterizzata da musicalità e ritmo ancora più cadenzati. Essa, per la sua originalità del passo e nell'espressività, è stata fino a tempi recenti la danza più diffusa fra le popolazioni dell'entroterra dell'area del Pollino, conservando una sicura autenticità per le caratteristiche morfologiche del territorio, montuoso ed isolato, poco influenzato dalle culture esterne. La "Pastorale Lucana" è una danza di corteggiamento nella quale vengono coinvolte un o al massimo due coppie con l'eventuale alternarsi della figura maschile. Il passo base, Chizzatella, risultante dal piede sinistro in avanti con movimenti strisciante di punta e il destro battente di tacco, si evolve in una sequenza di figure in sintonia con il ritmo a due tempi della musica. Sempre rispettando il passo base, la danza si evolve in una serie di figure a circolo, dette "a rota", divergente e convergente, concentrico o intersecante Il passo suddetto è lo stesso per l'uomo e per la donna ma la espressione e gli atteggiamenti sono diversi. La donna conduce il gioco: essa assume un atteggiamento composto, riservato e femminile, pur essendo determinata a non farsi sopraffare dall'uomo. Essa balla quasi in punta dei piedi, giocando con movimenti del corpo in una espressione tale da dare indicazione sul gradimento o meno del corteggiamento maschile. Dimostra di gradire se, nella prima fase, senza voltare mai le spalle al partner rota divergente-convergente invita con un sorriso al passaggio successivo, rota intersecante. Dimostra di non gradire se sfugge al partner, girando le spalle o voltando lo sguardo di lato, assumendo così un atteggiamento di sfida . L'uomo esprime forza, potere e temperamento, ma, al tempo stesso, rispetto e gentilezza. Si esibisce in una serie di movimenti incisivi a piccoli balzi marcati dal battere del tacco, agitando contemporaneamente le braccia quasi a sfiorare la donna, battendo le mani o schioccando le dita (castagnole) in segno di invito. Terminata la descrizione della danza, Francesca LUFRANO e Leonardo RICCARDI incominciarono a ballare, e subito dopo, mi danno indicazioni grafiche sul ballo stesso. |
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